Mi salverà il sacco della spazzatura !
Ho sempre pensato al survival come un insieme di capacità da acquisire e affinare, non come una disciplina a se. Le mie uscite sono finalizate a raggiungere una metà, seguire un percorso, vedere luoghi, cose, persone, pescare, ecc..
Svolgendo queste attività potrei trovarmi in una situazione di emergenza ed essere quindi costretto a dar fondo a specifiche capacità. Per acquisire le quali, lo ammetto, svolgo uscite specifiche.
Come me fanno tanti altri appassionati, ma noi non rappresentiamo il praticante di outdoor standard/medio. Siamo appassionati di sopravvivenza e/o bushcraft, ci muoviamo con le tasche e lo zaino pieno di strumenti ed equipaggiamenti specifici, il tarp, il poncho, cordini, picchetti, una, due, tre lame, gavettini, filtri, ecc…
Ma il praticante medio di outdoor non fa così. Ovunque è possibile vedere escursionisti con zainetti striminziti, buoni giusti a tenerci una barretta di cereali e una bottiglietta da mezzo litro d’acqua. Il medesimo discorso credo possa essere esteso a chi va in mountain bike per sentieri, a chi pesca o va a caccia. Mai si caricherebbero di mille equipaggiamenti.
Così ho voluto entrare nell’ottica di una di queste persone, che va in giro giusto con il coltellino svizzero per tagliare il pane e spalmarci la Nutella sopra.
Ecco, a questo praticante di outdoor suggerirei di mettersi in tasca o nello zaino giusto una grande sacco della spazzatura e 10 metri di spago/cordino, di cui probabilmente si dimenticherebbe pure, tanto è ridotto l’ingombro, ma che alla bisogna potrebbe essergli di aiuto.

Un sacco della spazzatura da 200 litri una volta aperto si trasforma in un telo di nylon di circa due metri per un metro e venti. Usando una decina di metri di corda o spago per creare una “rigid line”, una linea di sospensione, dieci/dodici anelli con cui realizzare dei nodi prusik e bocca di lupo ed una manciata di pietre/pigne/legnetti è possibile realizzare uno claustrofobico bivacco, atto a proteggerci dalla pioggia e dal calo di temperatura.



Il fondo dovrebbe essere adeguatamente coperto di frasche o foglie al fine di realizzare uno strato capace di isolarci dal terreno e mitigare almeno un po’ la perdità di calore derivante dal contatto con il suolo freddo.

Disponendo di due sacchi si può optare per usarene uno come copertura inferiore, oppure per realizzare un bivacco di maggiori dimensioni.



Avendo l’accortezza di posizionare la corda di sospensione con un leggero dislivello tra i due attacchi agli alberi e posizionando il secondo telo all’estremità più alta, in modo che si sovrapponga con il primo, si dovrebbe ridurre la possibilità di infiltrazione di pioggia nella zona di giunzione.
Il bivacco così realizzato sarà sufficientemente ambio da far stare due persone coricate una a fianco all’altra o abbastanza alto da permettere di stare accovacciati.
Per tendere il telo si avvolgeranno le pietre (o pigne o legnetti) agli angoli dello stesso, strozzandole con una bocca di lupo le si manterrà in posizione e l’anello potrà essere collegato ad un picchetto.


Superiormente, sulla corda di sospensione/rigid line, la bocca di lupo verrà realizzata con il medesimo anello di corda con cui si realizzarà il nodo prusik che, scorrendo sulla stessa, permetterà di tenere il telo in tensione.

